I centri commerciali sono davvero in via d’estinzione?

Forse, è più corretto dire che i centri commerciali sono ormai considerati demodé. Oggi va di moda il vintage. I centri commerciali sono semplicemente vecchi.

Pare che In America i centri commerciali siano davvero sull’orlo del baratro: si stima che entro il 2022, negli USA, chiuderà uno shopping mall su quattro. Ti starai già chiedendo se per caso non ci sia lo zampino di Amazon e ovviamente la risposta è si. Che big come Amazon ed Ebay stiano stravolgendo il settore del retail è un dato di fatto, ma è vero anche che, per quanto l’e-commerce sia un fenomeno in crescita, lo shopping online rappresenta al momento solo l’8% delle vendite al dettaglio complessive degli Stati Uniti.

Quella tra gli americani e i centri commerciali è una lunga love story, durata più di mezzo secolo. Purtroppo, anche nelle migliori storie d’amore, qualcosa, a un certo punto, si rompe.

Il primo centro commerciale, nato 61 anni fa nella periferia di Minneapolis, non fu accolto dagli americani solo come il tempio dello shopping: la classe media ci vide soprattutto la possibilità di sopperire la mancanza di luoghi di aggregazione nelle enormi periferie americane. Gli shopping mall diventarono, in pratica, le nostre piazze, dove famiglie, coppie e teen agers ci passavano intere giornate. Per i genitori era un ottimo posto luogo in cui portare i figli, vista la presenza di aree attrezzate per far giocare i bambini e tenerli occupati mentre la mamma era intenta a far shopping. Per gli adolescenti era un luogo in cui incontrare e conoscere altri adolescenti, dove ci si dava i primi appuntamenti e si scambiavano i primi baci. L’idillio è cresciuto sempre di più fino a raggiungere il picco negli anni ‘90 e subire un inesorabile declino a partire dal 2000, quando hanno iniziato ad impennare le vendite online. Oggi, invece, sono proprio i ragazzi a voler evitare questi luoghi anonimi e superati, più adatti ai loro genitori che a loro e a famiglie che non hanno dove altro portare i figli.

Attualmente, sono aperti ancora 1100 centri commerciali negli USA, ma gli analisti prevedono la chiusura di un quinto di questi nei prossimi 5 anni. Resistono bene quelli che puntano al lusso, con negozi dedicati ai grandi marchi della moda, quelli che organizzano molti eventi come concerti e spettacoli e tutti quelli che hanno puntato sul rinnovo del Food Court, il luogo del ristoro dei centri commerciali.

Si perché, se alcuni settori come l’elettronica e l’abbigliamento hanno registrato drastici cali nelle vendite, altri come quello della ristorazione e dei servizi ha mantenuto un andamento decisamente positivo.

Tutti puntano sul Food: la quantità dei punti di ristoro e dei negozi è quasi in equilibrio, invogliano genitori e bambini a consumare pasti a qualsiasi ora del giorno, propongono le ultime tendenze culinarie, anche le più esotiche ed originali. Oggi, infatti, quello che i ragazzi mangiano non deve essere solo buono, ma anche bello, o almeno “fotografabile”, che poi a farlo diventare bello ci pensano i filtri di Instagram; ”l’instagrammabilità” di un ristorante, di un negozio o qualsiasi altro posto, è un parametro che conta quanto quello della qualità-prezzo.

 In America, quindi, l’era dei centri commerciali sembra sia giunta al termine. E in Italia invece?

 Da noi la situazione per i centri commerciali non sembra essere altrettanto disastrosa, apriranno, infatti, ben 16 nuovi centri commerciali entro il 2021 (oltre questa data il numero potrebbe addirittura superare la quarantina) e, tra pochissimi giorni (precisamente il 30 novembre) aprirà il più grande centro commerciale d’Europa a Segrate, vicino Milano.

Un destino diverso il nostro, forse perché il centro commerciale, in Italia, non è mai stato il simbolo dell’italiano medio o dell’Italian way of life, come era per gli americani, ma semplicemente un luogo dove comprare delle cose e oggi le persone non spendono meno di prima, anzi, amano fare shopping più di prima.

Quello che è cambiato sono le abitudini del consumatore, che sempre di più trova nello shopping online sicurezza e comodità ed i commercianti stanno cominciando a capire che l’online non esclude l’offline, anzi: una strategia di vendita combinata rappresenta oggi un enorme vantaggio competitivo ed un’opportunità di crescita per chiunque abbia un’attività commerciale.

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